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La meditazione non è una pratica, ma uno stato.
Non si può "fare" meditazione; si possono, al massimo
e con molto impegno, creare alcune condizioni favorevoli, e forse, un
giorno, questo stato scaturirà da sé.
Attraverso le pratiche dello yoga si possono sviluppare consapevolezza
e disciplina interiore, si possono dare forza, scioltezza, equilibrio
e stabilità al corpo e alla mente, si può raccogliere
l'energia necessaria a sostenere stati di coscienza espansa; questo
corrisponde a ciò che Krishnamurti chiama, nel breve brano che
segue, "pulire una camera e poi tenerla in ordine". Tutto
ciò che eventualmente accade da questo punto in avanti non dipende
più dalla volontà dell'individuo, e quanto più
ci si sforzerà di ottenere o di raggiungere qualcosa (uno stato
di meditazione, la liberazione, l'illuminazione, il samadhi
o che altro), tanto più implacabilmente ciò che cerchiamo,
ammesso che esista, si allontanerà da noi.
Quello che può aprire la porta è la
consapevolezza e l'attenzione quotidiana: consapevolezza di come parliamo,
di quello che diciamo, di come camminiamo, di quello che pensiamo. E'
come pulire una camera e poi tenerla in ordine. Tenere la stanza in
ordine è importante in un senso, ma totalmente privo di importanza
in un altro. Ci deve essere ordine in una stanza, ma l'ordine non aprirà
la porta o la finestra. Quello che aprirà la porta non è
il vostro volere o il vostro desiderio. Non potreste invitare l'altro.
Tutto quello che potete fare è tenere in ordine la stanza, il
che vuol dire essere virtuosi per il fatto in se stesso e non per quello
che esso porterà con sé. Essere equilibrati, ragionevoli,
tranquilli. Allora, forse, se siete fortunati, la finestra si aprirà
e il vento entrerà. Ma può anche non succedere. Dipende
dallo stato della mente. E lo stato della mente può essere compreso
solo da voi stessi, osservandola, non tentando mai di controllarla,
non prendendo posizioni, senza mettersi in una posizione di contrasto,
o essere d'accordo, senza mai giudicare - cioè osservarla senza
fare scelte. E da questa consapevolezza senza scelta la porta potrebbe
aprirsi e voi conoscerete quella dimensione in cui non esiste conflitto
e non esiste tempo.
Jiddu Krishnamurti Libertà
dal conosciuto, Ubaldini, Roma 1973
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