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Il respiro è il primo e più fondamentale mezzo attraverso
cui avvengono lo scambio e la comunicazione tra l'essere umano e l'ambiente
che lo circonda: da questo punto di vista inspirazione ed espirazione
corrispondono a due facoltà essenziali, la prima alla capacità
di ricevere e di accogliere, la seconda a quella di abbandonare, di
lasciar andare, di distaccarsi.
La funzione respiratoria si trova esattamente al confine tra il mondo
cosciente, dominato dalla volontà individuale, e il mondo inconscio,
dominato dall'istinto: essendo sotto il controllo di entrambi, rappresenta
un terreno privilegiato per ripristinare il dialogo tra queste due dimensioni,
quasi sempre scollegate e in conflitto tra loro.
Infine, il respiro è strettamente collegato a tutte le funzioni
vitali fondamentali, è la cadenza che ritma la danza della vita
in noi: la sua ampiezza e la sua frequenza influenzano profondamente
il sistema nervoso centrale e soprattutto quello autonomo, il sistema
endocrino, la circolazione e il metabolismo cellulare.
Non è quindi un caso che nello yoga il respiro abbia un valore
centrale e sia considerato il principale strumento attraverso cui realizzare
il pranayama, ovvero la disciplina, il controllo (a-yama,
parola collegata alla terminologia sanscrita utilizzata per indicare
la domatura dei cavalli selvaggi) dell'energia vitale (prana).
Nei corsi sono proposte numerose tecniche di conduzione del prana:
le pratiche respiratorie, che permettono di accogliere e mettere in
circolazione l'energia vitale, oltre che di indurre uno stato di calma
concentrata e di accrescere la consapevolezza del respiro con tutte
le sue valenze, sono integrate da bandha (legature, contrazioni)
e mudra (gesti accompagnati da specifici percorsi mentali guidati
dal respiro), finalizzati al controllo e alla guida del prana all'interno
dell'organismo .
Spingendosi su un altro livello, che potremmo definire di ricerca spirituale,
il pranayama potrà essere utilizzato per accedere alla
consapevolezza che il respiro che ci abita non è che una manifestazione
del Soffio Vitale che permea tutto l'universo: l'inspirazione diventerà,
anzichè una forma di appropriazione, un'occasione per accogliere
in sé questo Soffio e farsene veicolo, così come l'espirazione
sarà un momento di abbandono di tutte le resistenze egocentriche,
per aprirsi a una dimensione che trascende quella individuale. L'attitudine
del praticante non sarà più espressa dalla frase "io
respiro", ma, più correttamente, dalla frase "Ciò
respira in me".
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